ALIMENTAZIONE VACCHE DA LATTE

16/05/2025

AMIDI E ZUCCHERI NELLA RAZIONE DELLA BOVINA DA LATTE: SIMILI MA DIVERSI

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Nel razionamento della bovina da latte, parlare semplicemente di “carboidrati” è oggi riduttivo. Conoscere le differenze tra amidi e zuccheri è fondamentale per costruire una razione bilanciata, che ottimizzi la produzione di latte, protegga la salute ruminale e migliori l’efficienza alimentare.

AMIDI E ZUCCHERI: DIFFERENZE FISIOLOGICHE E FERMENTATIVE

 Gli amidi sono polisaccaridi complessi, costituiti da lunghe catene di glucosio. Nella vacca da latte, specialmente nei primi 100 giorni di lattazione, l’amido è essenziale per fornire propionato, che nel fegato viene convertito in glucosio e infine in lattosio, il principale motore della produzione lattea. Tuttavia, aumentare la quota di amido nella razione può comportare rischi rilevanti: sostituzione della fibra, ridotta masticazione e produzione salivare, aumento dell'acidità ruminale e acidosi subclinica, fino a riduzione dell’ingestione per feedback metabolico. La strategia vincente è aumentare la degradabilità ruminale dell’amido, ad esempio mediante trattamenti tecnologici come fioccatura, macinazione o insilamento prolungato.

Gli zuccheri, al contrario, sono glucidi semplici, rapidamente fermentescibili nel rumine. Se completamente degradati nel rumine, non partecipano alla sintesi di glucosio. Ma se una parte di essi sfugge alla fermentazione ruminale, possono essere assorbiti come glucosio direttamente nell’intestino. Inoltre, gli zuccheri svolgono un ruolo fondamentale come fattore di crescita per i batteri ruminali e contribuiscono alla produzione di acido butirrico, utile per la salute dell’epitelio ruminale e per la sintesi del grasso del latte. Anche in questo caso, è fondamentale non eccedere: concentrazioni troppo elevate possono causare fermentazioni anomale a livello intestinale.

 IMPLICAZIONI PRATICHE E RACCOMANDAZIONI PRATICHE

 Una razione bilanciata dovrebbe rispettare alcune proporzioni indicative:
- Amido totale: 20–26% della sostanza secca (di cui 12–16% degradabile nel rumine)
- Zuccheri semplici: 4–6%
- Fibre solubili fermentescibili: 8–10%

Il corretto bilanciamento tra questi nutrienti permette di:
✔ ottimizzare la produzione di latte e lattosio
✔ proteggere la salute del rumine
✔ migliorare l’efficienza digestiva
✔ ridurre l’escrezione di nutrienti non digeriti

In sintesi, amidi e zuccheri non sono intercambiabili, ma complementari: conoscere la loro funzione e il loro comportamento fermentativo è oggi una competenza indispensabile per ogni tecnico nutrizionista e allevatore.

CONCLUSIONE

In un contesto di crescente attenzione verso la sostenibilità ambientale e di benessere animale, l’approfondita conoscenza dei substrati fermentativi, come amidi e zuccheri, rappresenta un vantaggio competitivo non solo per migliorare le performance produttive, ma anche per garantire la salute animale e la redditività dell’allevamento. Formulare razioni intelligenti, basate su dati reali e fermentescibilità controllata, è oggi più che mai una necessità tecnica e strategica.

FONTI

·      “Come aumentare la digeribilità della razione nella bovina da latte”. Informatore Zootecnico n.2/2013

· “Alimentazione bovina da latte: componenti della razione e ruolo degli zuccheri.” Informatore Zootecnico n.14/2014

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